Sei qui: Home>storia
Da sempre il Lario è stato protagonista nella storia e nello sviluppo: i romani, cui si deve la fondazione di Como nel I secolo a.C., tenevano sul lago, in epoca imperiale, la loro quarta flotta, essendo il Lario, fin d'allora, strategico nei collegamenti con il nord. Geologicamente costituitosi in una lunga valle glaciale che si dirama a forcella verso sud, si estende su circa 60 chilometri; all'estremita del bacino settentrionale si raccordano la Valtellina e la Valchiavenna, che, pur trovandosi gia in provincia di Sondrio, fanno ancora parte della diocesi di Como. Verso est e verso la pianura invece, quasi alle porte di Como, preme l'arcidiocesi di Milano: non solo a Lecco, ma gia a Cantù e a soli 8 chilometri da Como, ad Albese con Cassano, si celebra con rito ambrosiano. L'antico retaggio della suddivisione ecclesiastica documenta l'originaria vocazione lacustre e montana di Como che nei secoli ha fondato e ribadito la sua ragion d'essere in quanto collegamento con l'Oltralpe. La (Iria Regina» (dizione popolare originata dal latino via Regia e detta anche `strada'), costeggiando la sponda occidentale del Lario, raccorda it passo dello Spluga con la pianura e Milano; per secoli e stata via di passaggio di commerci, eserciti e viaggiatori, ma soprattutto percorso di intensi scambi culturali che facevano di Como un avamposto della cultura nordica in Lombardia. Questo storico percorso Internazionale' oggi e sostituito, quasi a compensazione di una secolare carenza sul ramo orientate di Lecco, dalla superstrada, in gran parte in galleria, che collega Lecco con le valli alpine. ![]()
Elmi e spade: il ferro dei popoli guerrieri
La lenta evoluzione della civilta portò dapprima alla stabilizzazione degli insediamenti, con il graduale passaggio da un'economia di caccia e raccolta a forme più organizzate di coltivazione e allevamento (4500-2500 a.C.); quindi alla graduale acquisizione delle tecniche di lavorazione dei metalli della zona, sapienti espressioni, come dimostra il mirabile manufatto noto come elmo a calotta di Elio (1300 a.C., fine della media età del Bronzo).
Ma fu intorno al Mille a.C. che la regione lariana e, in particolare il comasco, divenne importante centro di irradiazione culturale: le migrazioni di popolazioni celtiche d'Oltralpe e l'ibridarsi di queste con le preesistenti genti preindoeuropee, probabilmente liguri, diedero vita alla civilta di Golasecca, così chiamata dai siti archeologici trail lago Maggiore e il Ticino, ma diffusa in tutta l'area pedemontana del Canton Ticino e dei laghi lombardi prealpini. La ricchezza dei rinvenimenti nella necropoli della Ca' Morta, ai piedi delle pendici meridionali della Spina Verde, e la considerevole estensione dell'insediamento provano che l'area comasca, già nel corso della prima età del Ferro, doveva aver raggiunto con significativo livello evolutivo nella vita sociale e nelle attività economiche e commercial'. Si trattava probabilmente di un'importante area di contatto interculturale tra le più evolute civiltà mediterranee e le genti transalpine. II ritrovamento di una dracma d'argento coniata a Populonia - unico reperto transpadano - dimostra la presenza di relazioni commerciali con il mondo etrusco. La spada di Prato Pagano, di bellissima fattura e con il motivo della «barca solare» inciso sulla guardia dell'impugnatura, rimanda a una tipologia di arma diffusa a nord delle Alpi, dal Vorarlberg alla Westfalia.
Una seconda ondata migratoria, intorno al v secolo a.C., sovrappose alle culture locali il vigore guerresco delle tribù galliche degli insubri, che di lì a poco avrebbero incrociato le armi con l'espansione romana nella pianura padana. I romani, il Lario e l'estetica del vivere in villa Il primo atto di supremazia militare delle legioni romane (nel 196 a.C. il console Claudio Marcello sconfigge gli insubri e gli alleati comenses) non coincise propriamente con l'inizio del processo di latinizzazione del territorio, avviato oltre un secolo più tardi quando l'area subalpina diventò strategico retroterra delle imprese galliche di Cesare. Cessato di essere zonna di confine dopo le conquiste germaniche del prima periodo imperiale, la regione lariana - in particolare, il suo capoluogo Como -visse un periodo di grande lustro, civile e commerciale. Vi contribui anche l'attuazione di un'efficace rete di comunicazione viaria tra la pianura e la regione pedemontana: la strada comasina, ideale prosecuzione della direttrice che giungeva a Milano dall'Emilia; ma anche l'asse verticale per la Valassina e Bellagio, che all'altezza di Erba s'intersecava ortogonalmente can la pedemontana tra Como e Lecco. Le comunicazioni con l'Europa transalpina venivano invece assicurate dalla «strada Regia» (divenuta poi Regina) e, a est del Lario, dal solco vallivo della Valsassina, regione gia ricca di storia in epoca preromana; ma ancora di più dalla via d'acqua del lago. CONTINUA
Sulla stessa direzione è la Linea ferroviaria che da Milano collega Lecco con Colico e quindi con Ia Valtellina. La strada antica e quella moderna riprendono la funzione di percorso del lago, di cui non si può comprendere la struttura insediativa, fra il paesaggio e l'atmosfera, se non navigandolo per qualche tratto: il Lario rivela cosi, dell'ampia scenografia naturale e delle luci che riflettono i profili dei monti sulle acque, l'incanto che da Catullo e Plinio sino a Stendhal e Manzoni induceva a una pacata e malinconica con-templazione.
Gli uomini delle grotte Circa 12 000 anni a.C. ebbe inizio la regressione del fronte glaciale alpino, che nella sua mas¬sima espansione raggiunse a sud le torbiere di Albate, nei pressi del lago di MontOrfano, e la collina di Montevecchia, in Brianza. Le acque del grande ghiacciaio trovarono un na¬turale deflusso, una specie di rubinetto aperto, nel corso fluviale dell'Adda. Lentamente i venti gelidi che spazzavano le distese innevate e le praterie-steppe, punteggiate da sporadici larici e abitate da stambecchi, marmotte e bisonti (se ne sono disseppelliti resti a Cernobbio e a Baggero, presso Merone), lasciarono il posto al clima più temperato e al ripopolamento della vegetazione e della fauna: orsi e lupi, buoi selvatici, branchi di cinghiali e di cervi, al seguito dei quali si spostavano le prime comunita di cacciatori-raccoglitori. Impraticabili le pianure alluvionali, gli insediamenti si posizionarono sui crinali, dove il clima risentiva degli effetti benefici delle acque del lago e della protezione, a nord, della barriera alpina: grotte e anfratti a mezza costa ospitarono le prime forme di comunita. Numerosi, tra le pendici del Triangolo lariano e la Brianza, sono i reperti archeologici e i ritrovamenti di selci lavorate, di pietre scheggiate usate come rudimentali utensili. ![]() |

