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L'itinerario lungo la sponda 'esterna' (km 34.5 , escluse le digressioni) ricalca la vecchia «strada Regina», la via romana che scavalcava le Alpi, oggi in gran parte ripresa dalla statale 340. Le strade tortuose sono sovente trafficatissime, e non solo nei giomi festivi. Ma la varietà e lo splendore degli scorci panoramici e l'interesse dei luoghi da visitare giustificano ampiamente la fatica.
Cernobbio: Fin dal medioevo borgo lacustre con relativa autonoma legislativa, situato in prossimità del valico di Maslianico, al confine con la Svizzera, il centro (m 201, ab. 6636), con l'espansione edilizia degli ultimi decenni, è quasi divenuto un sobborgo di Como, mentre la parte interna è fortemente industrializzata, vi spicca casa Cattaneo, riuscito esempio di residenza razionalista (Cesare Cattaneo, 1938-39), quella a lago è caratterizzata dal susseguirsi di ville signorili.
Ai margini del centro abitato vi è villa Erba, esteso complesso che, oltre alla maestosa villa padronale, comprende tre portinerie - quella che conduce alla piazza dell'imbarcadero ha influenze liberty -, foresteria, darsena, serra, velodromo e scuderia, il tutto circondato da un meraviglioso parco. Da alcuni decenni di proprietà dell'amministrazione pubblica è divenuta, grazie alla costruzione di ampi e moderni padiglioni espositivi, un frequentatissimo centro congressi. Villa Bernasconi, esuberante esempio di stile liberty (Alfredo Campanini, 1905), a differenza di altre dimore, fu vera e propria residenza di Davide Bernasconi, imprenditore tessile: nelle adiacenze, gli edifici delle manifatture e le abitazioni degli operai e un asilo, secondo le istanze del paternalismo capitalistico di inizio secolo. Oltre alla settecentesca villa Besana e alla tardo-neoclassica villa Fasana (Giacomo Bussi, 1864), si ricorda, nella parte terminale dell'abitato, villa Pizzo, il cui primo nucleo venne edificato intorno alla meta del '500 e che fino all'800 fu di proprietà della potente famiglia dei Mugiasca, protoimprenditori siderurgici: un bellissimo parco, a terrazze e scalinate, digrada verso il lago, dove sorge il secondo corpo della villa, il Pizzo inferiore.
Villa d'Este E' senza dubbio la villa più celebre di Cernobbio. Eretta nella seconda meta del '500, secondo una tradizione non ben certificata, da Pellegrino Tibaldi, per la potente famiglia Gallio, è stata ampliata e arricchita a più riprese. A inizio '800 la danzatrice Vittoria Peluso, vedova del marchese Calderara, andò in sposa al generale napoleonico Domenico Pino, portandosi in dote la villa; a questo periodo risalgono le curiose costruzioni, ancora oggi visibili nel parco retrostante, che riproducono le rovine dei fortilizi di Hostarlich e Gerona, conquistati dal generale durante la guerra di Spagna. Nel 1815 la villa venne acquistata da Carolina di Brunswick, allora consorte, benchè da tempo di fatto separata, del principe di Galles, il futuro Giorgio IV d'Inghilterra; prese solo allora la denominazione di villa d'Este, in onore delle presunte lontane origini estensi della nobildonna. La villa diventò una piccola corte internazionale: la principessa — a cui fra l'altro si deve in quegli anni la sistemazione della carrozzabile che collega Como a Cernobbio — la impreziosì di arredi e opere d'arte e vi tenne lussuosissimi intrattenimenti. Nel 1820, anno dell'ascesa al trono di Giorgio IV, a Carolina, che caparbiamente rivendicava i suoi formali diritti di regina, fu impedito di presenziare alla cerimonia di incoronazione a Westminster; si rifece vincendo la causa di divorzio che Giorgio le intentò con l'accusa di adulterio. Passato il periodo di turbinoso splendore, nel 1873 villa d'Este venne trasformata in albergo di gran classe, ma riuscì a conservare il fascino della sua storia e gran parte dell'ambientazione e dell'arredo d'epoca, che ne fà a tutt'oggi un ritrovo prediletto di politici, banchieri, industriali, dove si incontrano in occasioni di convegni o di celebri riunioni annuali sull'economia. Alla bellezza del luogo contribuisce molto anche il pregevolissi-mo giardino all'italiana, unica parte sopravvissuta quasi intatta (benchè ampiamente restaurata) alle modifiche avvenute nel corso dei secoli. Impostato su un maestoso viale di cipressi che, fiancheggiato da cascatelle a balzi successivi, porta sino al ninfeo terminale, è un perfetto esempio di grande giardino manierista, magniloquente e severo, geometrico e pieno di sorprese. Da Cernobbio è possibile raggiungere il monte Bisbino (m 1325), con un'ascesa (km 17) tortuosa e ripida che consente di ammirare, man mano che si sale, scorci panoramici splendidi. Sulla cima, coronata dal piccolo santuario della Beata Vergine, lo sguardo spazia per un lungo tratto sul bacino meridionale del ramo comasco del lago, sulle valli e sui monti ticinesi, sulla pianura lombarda.
Moltrasio Moltrasio (m 247, ab. 1759), famosa per la sua bella pietra calcarea grigio-scura, usatissima un tempo in tutto il bacino del Lario, è composta da frazioni sparse aggrappate alle pendici del Bisbino che scendono ripide a lago. II modo migliore per visitare l'agglomerato - ed è un consiglio che vale per gran parte dei centri della sponda del lago - è di abbandonare la vettura e intraprendere a piedi vie selciate, sentieri e mulattiere che fino all'avvento delle moderne vie di comunicazione (qui alla vecchia statale 340 che corre a bordo lago si affianca da qualche anno un po' piu interna e con ampi tratti in galleria, la nuova strada a scorrimento veloce), costituivano principale sistema viario del luogo, articolato lungo l'asse della storica, "strada Regina”. I borghi si distendono lungo le linee altimetriche della montagna, attraversati dalla via principale, sulla quale si aprono piazzette che sono poco più di slarghi, e da percorsi perpendicolari diretti al lago o ai monti, ovvero ai prati e ai pascoli posti in quota, un tempo fulcro dell'economia agro-pastorale della zona. La parte a lago è stata interessata e trasformata dal fiorente sviluppo turistico internazionale otto-novecentesco: nella villa Passalacqua del '700, il cui vasto ed elegante giardino all'italiana digrada a grandi terrazze sul lago, come pure a villa Erker Hocevar (1829-30), soggiormi a lungo Vincenzo Bellini, il grande compositore romantico, che qui creò la sua prima grande opera, La sonnambula (1831). A villa le Rose, prima della frazione di Vergonzano, nell'immediato dopoguerra passò le vacanze sir Winston Churchill: secondo alcuni, l'intento era quello di recuperare il misterioso carteggio con Mussolini, forse presente nei documenti sequestrati al duce durante la fatale cattura a Dongo. Nei pressi dell'ingresso di villa Passalacqua si trova la piccola chiesa romanica di S. Agata (xi sec.), in pietra viva, con affreschi sui muri esterni e all'interno dell'abside. La parrocchiale dei Ss. Martino e Agata sorge invece sulla stretta piazza solcata da uno scrosciante torrente: originaria del xi secolo, questa chiesa venne rimaneggiata nel xvi; alla stessa epoca risalgono anche molte delle opere d'arte che si trovano al suo interno, tra le quali spicca il polittico di Alvise de' Donati del 1502 (Natività con santi).
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