Da qui si scende a Merate (km 19.3) proseguendo il corso dell'Adda, per giungere fino a Paderno (km 23.3) e al suo storico ponte; oppure risalirlo toccando Imbersago e poi Brivio (km 30.2).
Inverigo Intorno al 1664 la famiglia dei Crivelli, già potenti nobili milanesi che di li a qualche anno sarebbero divenuti feudatari del luogo, diedero inizio a quella riorganizzazione architettonica degli spazi aperti che fece di Inverigo (m 346, ab. 7959) uno dei luoghi esemplari dell'iconografia di Brianza e una delle villeggiature più celebri.
Viale dei Cipressi I Crivelli lo idearono e lo fecero realizzare lungo una doppia prospettiva che partiva dalla loro villa: si tratta di una guida in pietra, affiancata da cipressi secolari e, un tempo, da sculture, oggi andate quasi tutte perdute, eccetto quella cosiddetta del Gigante; da un lato conduce al dosso del Navello (quasi a 2 chilometri di distanza), dopo aver toccato la piazza e il santuario di S. Maria della Noce, dall'altro raggiunge la collina dove, poco discosta, sorge la Rotonda, celebre villa neoclassica di Luigi Cagnola. L'affascinante direttrice prospettica e oggi purtroppo interrotta nel settore centrale, tra villa Crivelli e l'intersezione con la strada che collega Inverigo a Lurago: sono percorribili quindi il tratto che da S. Maria della Noce sale alla villa e quello dalla strada asfaltata alla piazzola dove sorge la statua del Gigante, il punto più alto del colle, da cui si gode uno dei piu bei panorami di Brianza.
Villa Crivelli Oggi in un grave stato di degrado nonostante siano programmati interventi di restauro architettonico, si presenta come il frutto di complesse stratificazioni architettoniche, che trasformarono preesistenze basso medievali in una fabbrica barocca e quindi in un riassetto ottocentesco in cui ebbe parte anche Leopoldo Pollack (1814). Un cancello settecentesco immette nella torte a U, aperta verso est e delimitata da portici retti da colonne doriche. Il lato nord è costeggiato dal viale, su cui vi è l'ingresso della villa, ai piedi della torre è delimitato da statue allegoriche: da qui inizia con grande suggestione il rettifilo in discesa verso il santuario. La residenza padronale è circondata da estesi edifici rustici, anch'essi per la maggior parte ridotti in precarie condizioni strutturali.
Santuario di S. Maria della Noce Si apre su una piazza dove, fino all'800, avvenivano gli scambi commerciali relativi al mercato dei bozzoli di seta. Un atrio monumentale ne raccorda gli accessi; entro i due ingressi ad arco corre l'asse lungo il quale appoggiano, a est, il corpo mercantile, con le botteghe che si alternano ai magazzini e ai soprastanti locali d'abitazione; e a ovest, due ampi e simmetrici porticati, utilizzati per lo scambio del prodotto. L'attuale struttura è ottocentesca, ma la ricostruzione avvenne sulla falsariga di quella precedente, ricorrendo anche a materiale di riuso.
La Rotonda Nel 1813 Luigi Cagnola progettò e fece realizzare la propria villa sulla collina, la celebre Rotonda (da cui prende le mosse il viale scenografico che unisce villa Crivelli a S. Maria della Noce. II celebre architetto neoclassico. Secondo le parole dello storico Cesare Cantù, voleva cosi replicare coi Patti quelli che lo accusavano di architettare sempre grandiosamente perchè non doveva spendere denari propri». Alla sua morte, nel 1833, la fece proseguire a Francesco Peverelli. L'edificio è una summa `citazionistica' di modelli di classicità dai propilei e dal Partenone di Atene al mausoleo di Adriano. Al Pantheon e all'arco di Costantino a Roma — ma anche di riletture rinascimentali dell'antichitä, dai palazzi Strozzi e Pitti a Firenze al manierismo della Rotonda palladiana di Vicenza. La grande cupola ribassata del corpo centrale e prececluta dal grandioso protiro ionico timpanato a cui si accede per una lunga e ampia scalinata. La facciata opposta è dominata dalla presenza nell'atrio del sei Tetamoni, opera di Pompeo Marchesi. Nella cappella è contenuto il cenotafio del Cagnola opera dello scultore Francesco Somaini. Ledificio oggi ospita la Fondazione Don Gnocchi. alla quale bisogna rivolgersi per la visita degli interni.
Da Cassago Brianza a Barzano Da Inverigo, dirigendosi a est, si supera la valle del Lambro, confine naturale tra le province di Como e Lecco. Il Lambro è storicamente fiume adove lungo le sue rive, si alternano i giardini delle più aristocratiche ville briantee e gli opifici, che dalle sue acque per oltre un secolo hanno tratto energia oltre ad avervi scaricato scarti e liquami di lavorazione.
Sulla strada per Barzano si incontra Cassago Brianza (m 344, ab. 4067). località che conserva la memoria del soggiorno, presso il grammatico Verecondo, tra il 386 e il 387, di Agostino d'Ippona. Prima di recarsi a Milano a ricevere il battesimo dal vescovo Ambrogio. Oltre a questo, vi si trova un area archeologica, con due sarcofagi in pietra e in cosiddetta fontana di S. Agostino, forse un ninfeo di una villa romana. Verso sud, a meno di 1 chilometro, si erge imponente nel sud bianco marmo di Carrara, il neogotico mausoleo Visconti di Modrone (Luigi Chierichetti, 1836), che riecheggia il Duomo di Milano, da molti considerato il prototipo architettonico che dalla fine del xix secolo ha abbellito di verdissime e incontaminate colline di Brianza.

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Questo secondo itinerario in Brianza scende verso la pianura e prende le mosse da Inverigo, per tradizione uno dei luoghi che, a partire dal tardo '600, con la sua scenografica architettura di colline, ville e chiese, ha meglio rappresentato l'idea dell' iconografico brianzolo. La stessa tradizione della gelsibachicoltura conferiva a Inverigo e al suo celebre mercato dei bozzoli un ruolo di riferimento socio-economico per il territorio. Da qui il percorso scavalca il Lambro ed entrando nel territorio provinciale di Lecco procede verso l'Adda esplorando quindi il settore centro-orientale della Brianza, che posside come suo estremo polo di gravità Merate, ma che si propaga fino a toccare l'Adda a Paderno e a Brivio. L'itinerario è spesso involuto e poco lineare per sfuggire il più possibile alle anonime direttrici di veloce e affollato scorrimento. Da Inverigo punta verso Barzano (km 4.8), da dove si dirama in due direzioni: a nord, verso Castello di Brianza e Colle Brianza (km 13); e a sud, per Monticello e Casatenovo, prima di entrare da Missaglia all'interno del Parco regionale di Montevecchia con il suo omonimo colle (km 15.3).
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