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L'itinerario prende le mosse da Erba e, toccato il lago del Segrino (km 4.1), risale la valle fino ad Asso (km 10.9). Da qui una deviazione di 9 chilometri discende per la Valbrona, mentre nella direzione opposta, si può raggiungere il piano del Tivano, toccando Sormano. Infine, si procede sempre da Asso fino a Bellagio (km 29.5) passando per la Madonna del Ghisallo.
Il lago del Segrino Baricentro geografico del Triangolo lariano, il lago del Segrino (km2 0.7) è un piccolo e poco profondo bacino di origine glaciate in cui si specchia il profilo del monte Cornizzolo (m 1240): la ridotta massa d'acqua e lo stretto contesto orografico fanno si che il lago non riesca a fungere da accumulatore termico; per questo, d'inverno è spesso completamente ghiacciato. E' situato in un'area dall'apprezzabile significato naturale e paesaggistico e per questo dal 1984 è posto, per decreto regionale, sotto la tutela ambientale di un consorzio di comuni limitrofi. Ampie fasce di canneto bordeggiano a nord e a sud, lungo le coste bas se, mentre altrove, sulle pendici dei monti, si trovano fitti boschi cedui. Considerevole è anche il patrimonio ittico e faunistico, stanziale e di passo; sembra che fino agli anni '60 del Novecento qui riuscissero ancora a sopravvivere gli ultimi esemplari di lontra sul territorio italiano.
Sulle sponde meridionali del lago, è Longone al Segrino (m 368, ab. 1413), dalle anguste e irregolari vie, sulle quali si affacciano portali ornamentali e cinte murarie dietro cui si celano appartati giardini. A Longone, nel 1899, il padre di Carlo Emilio Gadda commissionò la costruzione di una residenza di campagna, villa Alta Costa, che venne terminata l'anno seguente: l'immagine ossessiva della casa e dei luoghi circostanti costituisce uno dei nodi poetico-introspettivi predominanti nella narrativa gaddiana e, in particolare, nel romanzo La cognizione del dolore.

Canzo Primo importante centro della valle, Canzo (m 402, ab. 4942) affianca un'economia commerciale e industriale di attività connesse con un turismo estivo di consolidata tradizione. E' il paese natale di Filippo Turati (1857-1932), padre fondatore del Partito Socialista Italiano: Giannino Castiglioni gli ha dedicato un busto in bronzo. In un'ampia piazza sorge la parrocchiale di S.Stefano (1752), uno dei migliori esempi di architettura religiosa tardo-barocca del territorio. II campanile, più tardo (1829), e progetto di Giuseppe Bovara, cui si deve anche la sistemazione della piazza e il disegno del lavatoio pubblico, un porticato neoclassico a sei luci (una delle quali, ora, murata). Anche se trasformati in abitazioni private, si possono apprezzare i due edifici di villa Meda, in origine secentesca, ma rimaneggiata tra '700 e '800 da Simone Cantoni, e di villa Verza, complesso costituito da casa padronale, opifici serici e case per gli operai, su progetto del Bovara. Su piazza Garibaldi si affaccia il neoclassico Teatro sociale (1828), che conserva ancora le macchine sceniche originarie. A est di Canzo si stagliano i Corni di Canzo (m 1373, la quota piu alta), il gruppo montuoso alle cui pendici si dipanano sentieri e carrarecce, molto frequentati da escursionisti e da camminatori della domenica.
Asso Vicus romano che ha dato tl nome alla Valassina, Asso (m 427, ab. 3191) è stato fino al '700 anche centro amministrativo e vivace fulcro commerciale delle valli che vi convergono: motto importante il suo mercato a partire dal xv secolo. Ha un tessuto urbano compatto, di tipologia ancora medievale, in cui spicca la secentesca parrocchiale di S. Giovanni Battista, arricchita da un grandioso altare maggiore in legno dorato a tempietto. Notevoli due palazzi secenteschi: palazzo Visconti, dal maestoso portale bugnato, e palazzo Scipiotti, tardo-manieristico. Da visitare anche un'altra chiesa, it SS. Crocifisso, della seconda metà del '700. Da Asso e possibile imboccare la Valbrona, breve valle laterale ai piedi dei Corni di Canzo, che, via via restringendosi, giunge a ridosso del lago, di fronte al massiccio delle Grigne. Da qui la strada scende in un susseguirsi di tornanti fino a Onno, raccordandosi con la statale 583 che collega Lecco a Bellagio. L'intera valle rappresenta un'unica entità amministrativa, il cui primo nucleo, Visino, conserva nella chiesa di S. Michele, di origine quattrocentesca, una tela (Madonna col Barnbino) di Andrea Appiani (1805), inclusa in un poittico del Bergognone con Santi e, nella predella, Cristo fra gli Apostoli, in cui si e riconosciuta la mano del Bergognone. L'escursione ha il suo maggiore motivo di interesse nella mutazione dell'ambiente della valle, e soprattutto nella sequenza di scorci sul lago e sulle Grigne osservabili nell'ultima parte.
Verso il piano del Tivano Sempre poco dopo Asso, una deviazione sulla sinistra sale a Rezzago (m 654, ab. 281), caratteristico borgo di villeggiatura. Presso il cimitero, la chiesa dei Ss. Cosma e Damiano (XII sec.) presenta un bel campanile; mentre all'interno i restauri hanno rinvenuto un ciclo di affreschi attribuibile ad Andrea de Passeris (Crocifissione e Pentecoste, 1543). Particolare fascino hanno le piramidi di terra, caratteristico fenomeno di erosione provocato dagli agenti atmosferici su un terreno morenico di tipo argilloso. Da Sormano (m 775, ab. 676) si entra nella vasta conca prativa del piano del Tivano (m 980), che prende il nome dal `tivan', la tipica brezza del lago che spira in direzione sud (il suo contrario e la 'breva'). Qui una leggenda vuole che sorgesse il palazzo di Aufreda, moglie di Teodorico, re dei Goti. Sempre partendo da Asso, in direzione Bellagio, poco dopo Lasnigo (m 570, ab. 398), a est della provinciale Valassina, sul colle del cimitero a lato della strada, si scorge la chiesa di S. Alessandro (XII secolo, rifatta in gran parte nel '400). Suggestiva la posizione e pregevoli alcuni affreschi di scuola quattrocentesca lombarda visibili all'interno. A Barni (m 627, ab. 500), borgo compatto raggiunto attraverso una solitaria conca, la chiesa dei Ss. Pietro e Paolo, realizzata nel XI secolo e riedificata nel XV-XII, presenta ancora un campanile e un'abside originari, anche se non di eccelsa fattura.
Madonna del Ghisallo Posto in cima al passo omonimo, dove termina l'abitato di Magreglio (m 744, ab. 378), il piccolo santuario, ricostruito nel 1948 su fondamenta forse trecentesche, e celebre per essere dedicato alla Madonna dei Ciclisti, dopo che, nel 1949, un breve pontificio ha proclamato la Beata Vergine del Ghisallo `santa patrona dei ciclisti'. La chiesetta conserva numerosi cimeli e curiosità legati allo sport del pedale, tra cui le maglie e le biciclette dei più grandi campioni: da Bartali e Coppi, a Mercloc, Moser e Maria Canins. Sull'ascesa del Ghisallo (m 754), fino a qualche decennio fa, si decidevano le sorti di una classica come il Giro di Lombardia e anche adesso, purse un po' trascurata dagli attuali percorsi agonistici, il santuario continua a essere meta devozionale di tanti amatori che vengono a 'fare la gamba' in Valassina o lungo le strade del lago. `Scollinando' oltre il Ghisallo, mozzafiato è la vista sulla discesa verso Bellagio: punti preferiti per massicce scariche di 'adrenalina da paesaggio' sono Ciuenna (m 627, ab. 691) e belvedere Macallé, all'inizio del cuneo del promontorio.
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